Digital Product Passport: trasparenza, dati e fiducia nella nuova industria

Quante informazioni abbiamo davvero a disposizione su ciò che produciamo, compriamo, vendiamo?

Immaginiamo che ogni prodotto,  che si tratti di un componente industriale, un impianto edilizio, una finitura d’arredo o una scheda elettronica,  abbia un’identità digitale sempre accessibile. Un QR code o un tag che con un semplice gesto o con una scansione, comunica dove l’oggetto è stato prodotto, con quali materiali, che impatto ambientale ha avuto, se può essere riparato, riutilizzato o riciclato.

In B4F Innovation lavoriamo ogni giorno a stretto contatto con filiere industriali, manifatturiere ed edilizie. Ogni giorno vediamo crescere la richiesta di trasparenza che non arriva più solo dalle normative, ma dal cliente in prima persona, dai partner, dagli investitori.

Il Digital Product Passport (DPP) nasce per rispondere a questa esigenza: dare a ogni prodotto una traccia verificabile della sua vita. Non si tratta solo di  “mettersi in regola”, ma di costruire fiducia, valore e sostenibilità reale. Parlando di regole, notiamo come il quadro legislativo europeo si sia evoluto rapidamente in relazione all’argomento:

  • con il Regolamento ESPR (UE 2024/1781), l’Unione Europea ha introdotto l'obbligo, graduale ma certo, di rendere i prodotti tracciabili digitalmente
  • il Regolamento CPR (UE 2024/3110) ha portato questa logica anche nel mondo dell’edilizia, imponendo dichiarazioni digitali accessibili e interoperabili.

In pratica, il passaporto digitale non è un’opzione futuribile, ma un vero e proprio requisito che inizierà ad applicarsi per norma di legge tra il 2026 e il 2027, a seconda del settore.

In B4F Innovation stiamo già lavorando su questi temi e siamo pronti a supportare le aziende che vogliono prepararsi a questo cambiamento.

Dati, materiali, decisioni: cosa cambia davvero?

Il DPP cambia la prospettiva: non parliamo più solo di “vendere prodotti”, ma di condividere informazioni affidabili su ciò che si immette nel mercato.

Un pannello isolante, una valvola industriale, una centralina: ognuno di questi prodotti  potrà raccontare la propria origine, qualità, sostenibilità e durata. Tutto in un unico ecosistema informativo.

Questo non è solo utile, ma strategico su più livelli :

  • Per chi progetta: significa scegliere in base a criteri oggettivi.
  • Per chi costruisce: evitare errori e inefficienze.
  • Per chi gestisce o manutiene: sapere cosa è stato installato, dove e quando.
  • Per chi acquista: fidarsi non più solo del brand, ma dei dati.

In Italia le aziende sono già dotate delle tecnologie utili a rendere il DPP operativo: sistemi cloud, blockchain, interoperabilità con digital twin ed ERP, quello che manca è la loro integrazione.

Noi di B4F Innovation lavoriamo per connettere questi strumenti, aiutando le aziende a digitalizzare la loro filiera passo dopo passo. Il nostro obiettivo non è solo rispettare una norma, ma costruire una cultura industriale del dato, condivisa e scalabile.

Il Digital Product Passport non è solo un nuovo adempimento, ma un’opportunità concreta per ripensare come progettiamo, produciamo e valorizziamo i nostri prodotti — dall’industria alla manifattura specializzata, dai componenti tecnici ai settori come moda, arredamento e design.

In un mercato dove la sostenibilità dovrà essere sempre più dimostrabile e non solo dichiarata,  avere consapevolezza dei propri dati diventa una leva strategica.Le aziende che iniziano ora a integrare sistemi di tracciabilità e gestione del dato stanno guadagnando tempo, competitività e credibilità.

Il cambiamento è già in atto. Sta a noi decidere se subirlo… o guidarlo.

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